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  • Federico

    Postato il 11/12/2005 alle 12:17 - Link Permanente

    Lo scorso mercoledì mi sono lasciata convincere dalla mia ex coinquilina ad uscire a cena con lei, il suo ragazzo di sempre e tale Federico, un collega di lui. Sono venuti a prendermi nel mio appartamento e ci siamo diretti a piedi in un ristorante giapponese che hanno aperto da poco a due passi dal quartiere in cui vivo.
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    LUI si è mostrato subito sicuro di sé, troppo per i miei gusti (di solito quella forte sono io) ma anche un caso interessante da...come dire?! fare crollare...
    So di piacere agli uomini, sarà la mia aria volutamente ingenua, sarà che credo si riuscire a sedurli anche solo con le parole.... Dopo il terzo bicchiere di un vino delizioso ma beffardo, la mia amica, peraltro già alquanto bizzarra ha iniziato a colorare la serata di vene abbastanza equivoche; giocava su continui doppi sensi, battute (non troppo felici) dirette esplicitamente al cazzo del “nuovo arrivato”...ma lui non era li per me?!?
    Comunque sia ho lasciato che si consumasse anche in modo un po’ patetico mentre io continuavo a sbirciare il mio nuovo amico. Quando mi sono alzata per andare a salutare un collega ho sentito il suo sguardo insistere sul mio culo; devo ammettere che non avevo scelto quell’abito a caso...mi strizza il corpo nei suoi veli di lycra e pare quasi voler scoppiare nel punto in cui mi disegna le tette. Io fingevo di non cogliere il suo scoparmi con gli occhi, e mi muovevo per fargli urlare quel cazzo durissimo soffocato nei suoi bei pantaloni firmati. Quando sono tornata al nostro tavolo ha cercato di mostrarsi rilassato ma non è riuscito a mascherare l’evidente stato di eccitazione in cui si trovava.
    So che avrebbe voluto sbattermi in modo feroce lì, davanti a tutti, ma non gli avrei lasciato credere che ci sarei stata...
    La cucina giapponese non è la mia passione ma quella serata è stata piacevole.
    A metà cena lui non alzava più lo sguardo dalle mie tette che parevano invitarlo ad assaggiarle ed io mi sono ritrovata ad immaginare che avrei tanto voluto sentire quel suo palo di sesso violentare senza tregua il mio culo.
    Per il resto tutto è proseguito all’insegna della noia più assoluta: lui è uno di quei tizi che parlano solo della loro costosissima auto, del lavoro che non permette nemmeno di respirare, delle partite di tennis che non hanno più tempo di fare eccetera...insomma, non lo sopportavo più. Quando siamo usciti dal ristorante , mentre la mia amica barcollava senza ritegno, ho notato crearsi una situazione piuttosto scontata e forse (?) calcolata; con la scusa di doverla accompagnare a casa perchè in uno stato impietoso la simpatica coppietta ci ha lasciati soli, io e Federico. Ho accettato questo gioco, sebbene non gli avrei lasciato saltarmi addosso come un affamato di
    Sesso qualsiasi.
    Ci siamo diretti verso casa mia, dove dopo poche chiacchiere della più patinata superficialità ci siamo avvicinati cogliendo la tensione piuttosto accesa che si era creata tra di noi.
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    Seduti sul mio singolare divano per un moemto ho desiderato che infilasse la mano sotto al mio vestitino gustandomi la sua espressione nello scoprire che, bagnatissima, non indossavo le mutandine. Come ho detto però sono stata ancora una volta molto brava a giocare con lui, smorzando ogni suo azzardo...mi piace lasciare questi rampolli tra la delusione e l’eccitazione estrema...
    Volevo qualcosa di diverso quella sera e di lì a poco sarei stata accontentata.
    Quando ho sentito il campanello suonare, ho sperato fosse chi pensavo,ed infatti...il ragazzo della mia amica!
    Mi è bastato sbirciare la loro espressione compiaciuta per capire... Le loro mani insinuarsi in mezzo alle mie gambe...sentirmi leccare in ogni parte, vederli eccitati come animali e ...oooohhhhh...quel cazzo durissimo spingersi violento tra le mie natiche... mi sentivo una troia a disposizione di due sconosciuti; mentre uno mi mordeva i capezzoli, mi leccava e strizzava le tette, l’altro giocava con la lingua nel mio buchino.
    Godevo di un’eccitazione terribile, sbattuta, aperta, sfondata, inculata senza più controllo mentre sentivo impazzire nella mia bocca, tra le labbra serrate quell’asta di sesso che liberava una volta, due volte...il suo liquido caldo che mi colava sul collo... la mia figa letteralmente mangiata, succhiata dall’uno mentre io giocavo con il cazzo dell’altro stretto tra le mie lunghe mani indemoniate... sentire un fiume di sborra sulla schiena , godere di quell’armonia perversa di cazzi dentro e fuori di me... essere scopata come una puttana e l’altro palo che, con tutta la sua furia di violenza... mi riempiva il culo:
    Fermarsi per un respiro affannoso per poi farsi trascinare ancora una volta dalla nostra follia irrefrenabile...


    La mano e Flavia

    Postato il 23/11/2005 alle 03:06 - Link Permanente

    Flavia era la mia donna, una donna bellissima di 33 anni. Bionda, occhi azzurri, CALDISSIMA. Con un fisico e delle gambe mozzafiato. Ci vedevamo nei weekend a casa sua, lei era separata, con due figlie. Nel weekend le figlie andavano dal padre, e noi passavamo le ore a scopare come di pazzi.
    E che scopate! Penso che Flavia sia nata per fare sesso, in tutte le posizioni, in tutti i modi.
    Io sono un porco senza limiti, mi piace fare sesso in modo esagerato, e Flavia era la donna perfetta per me.
    Si cominciava con il toccarci, si finiva con delle inculate senza fiato.
    Lei aveva il buco di culo così elastico che il mio cazzo (bello grande) entrava senza essere bagnato...
    Tanto che certe volte lei appena arrivavo a casa sua, mi abbassava i pantaloni, e tirava fuori il mio cazzo, che ovviamente era già durissimo. Dopo averlo leccato ed ingoiato tutto fino alle palle, si stendeva su un tavolo e si faceva inculare per almeno mezz’ora.
    Io ho sempre avuto una resistenza incredibile, e lei ne approfittava per godere come una troia.
    L’inculata finiva sempre con una bella sborrata nel suo intestino, e con la fuoriuscita di sperma che lei con delicatezza raccoglieva e se la portava alla bocca! Che porca!
    Una notte, ho voluto provare (in preda all’arrapamento più sfrenato) a giocare con le dita nella sua figa, prima uno, poi due, poi tre, poi quattro dita, infine avevo tutte le dita che sguazzavano nella sua sborra appiccicosa e calda.
    A quel punto ho spinto la mano, muovendola per allargare le labbra, dopo qualche minuto ho sentito la figa allargarsi di colpo, e la mia mano entrare fino al polso in un secondo.
    Flavia ha lanciato un urlo di piacere, ed ha cominciato a dire parolacce di tutti i tipi, era talmente arrapata che non capiva più niente, la sua sborra ormai le colava per le gambe.
    Ad un certo punto mi sono trovato con il mio cazzo nella sua gola, a pompare come se fosse in una figa, e dopo qualche minuto sono venuto come non mi era mai successo prima.
    Flavia ha ingoiato tutta la sborra, mentre io continuavo a roteare la mano e a muovere tutte le dita dentro la sua caldissima figa.
    Dopo un tempo interminabile ho tolto la mano che era piena dei suoi umori.
    L’ho avvicinata alla sua bocca e me l’ha pulita tutta!
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    Il sogno

    Postato il 22/11/2005 alle 08:22 - Link Permanente

    Finalmente ero riuscito a trovare una scusa con il colonnello comandante per potermi recare nella città dove viveva la mia amica con la quale intrattenevo uno scambio di mails, che non avevo mai visto ma che desideravo tanto vedere e conoscere dal vivo. Lei mi aveva già detto che non mi avrebbe mai voluto incontrare e che potevo fare a meno di recarmi nella sua città, ma io, da testardo qual sono, non mi sono perso d'animo e nella mia ultima mail le avevo detto: Sarai tu a cercarmi !!!
    Arrivai all'aereoporto in una fredda giornata di gennaio, una giornata senza sole .... ma non mi importava: il sole era dentro di me: lei la mia scrittrice, la mia notte_diluce.
    Sbrigai nel corso della mattinata i miei impegni di lavoro, e all'ora di pranzo mandai una mail informandola che ero arrivato nella sua città e che avrei voluto incontrarla.
    La risposta fu ancora un'aggressione: "ma ti sei impazzito un'altra volta !!!!", "non ci penso neanche lontanamente di incontrarti" .
    Non risposi (era la mia tattica), ed aspettai : un'ora, un'ora e mezza: e poi la risposta: "ci incontriamo in un bar però!!!".
    Sempre meglio che niente, pensai, e la raggiunsi nel bar che mi aveva indicato.
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    Era proprio la donna che mi immaginavo di incontrare, proprio come lei si era descritta, non appariscente, ma con una sensualità che usciva da ogni poro della sua pelle. Ci salutammo un po´ goffamente, ci sedemmo ad un tavolo e dopo aver ordinato, cominciammo a chiacchierare
    del più e del meno.
    Feci un po´ di fatica a portare la conversazione sui racconti erotici e sul loro contenuto, ma intanto sentivo che il ghiaccio si scioglieva, che Lei cominciava a guardarmi negli occhi.
    Non sapevo come fare un avance, ed allora feci la più banale e vecchia di questo mondo: allungai un pò la gamba sfiorando leggermente il suo ginocchio con il mio. Lei non si scostò, e non fece resistenza; spinsi un po´ di più e sentii le sue gambe allargarsi per permettere al mio ginocchio di inserirsi fra di esse.
    Restammo così mentre parlavamo dei suoi racconti e di quanto avrei voluto poterli rivivere con lei, fino a che non mi feci coraggio e non le chiesi di venire a visitare la caserma dove ero ospitato .
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    Avevo fuori l'auto, ed in pochi minuti giungemmo in caserma, entrammo dal passo carraio riservato agli ufficiali e posteggiammo l'auto davanti al circolo.
    Dentro non c'era nessuno, oltre ai camerieri, ci accomodammo al banco e bevemmo un super-alcolico che vidi la rese un po´ più allegra del normale, e poi ci incamminammo per i cortili della caserma.
    Le feci vedere i mezzi corazzati, il museo dell'arma e poi la invitai a visitare gli alloggi degli ufficiali: lei mi guardò maliziosa e mi disse che non sarebbe però entrata nella mia stanza. Salimmo le scale, lei davanti a me, io dietro ad ammirare il suo splendido passo ed il suo bellissimo fondo schiena .... ; al secondo piano entrammo: il corridoio era deserto, non si sentiva nessun rumore, eravamo SOLI .
    Mi avvicinai da dietro e cingendole la vita le diedi un bacio sul collo, dolce, morbido, mentre le mie mani risalivano sul suo splendido seno.
    Sentivo il suo profumo pervadermi, ed il suo corpo sodo premere contro il mio membro duro ed eccitato. Si appoggiò contro una parete girandosi verso di me dicendomi . "baciami .. con le tue labbra carnose che mi fanno tanto impazzire".
    Iniziai a baciarla sul collo, sul lobo delle orecchie scostandole i capelli, e poi in bocca la sua lingua iniziò a giocare con la mia, un gioco fantastico ed eccitante, mentre le mia mani le scostavano la gonna risalendo, risalendo lentamente ma inesorabilmente .
    Sentii il contatto con il suo slip : era umido ... la toccai dall'esterno sfregando il dito contro la sua clitoride: la sentii mugolare sommessamente. Fu un attimo: il mio dito ora aveva già scostato gli slip e cominciato a carezzare i peli sul suo monte di venere, per poi dolcemente infilarsi in quella splendida parte di lei calda ed umida .
    Lei ora era abbracciata a me che la baciavo ininterrottamente sul collo, affondando la testa fra i suoi capelli, mentre il suo bacino si muoveva venendo incontro ai miei movimenti dentro di lei .
    Sentivo che ne aveva una voglia pazzesca, forse maggiore di quella che avevo io: non ci pensai su: la presi in braccio e la portai dentro la mia camera.
    Lei ora continuava a ripetere sommessamente: No, no, non posso, non voglio ..... ma più lo diceva e più si stringeva a me .
    La deposi sul letto, e baciandola la spogliai: era bellissima, un corpo morbido dalle dolci curve, un seno pieno sodo, uno sguardo pieno di passione .
    Mi spogliai, la raggiunsi ed iniziai a baciarla. sulle gambe, sui fianchi, sul seno ..... trattenendo fra le mie labbra i suoi turgidi capezzoli. Era stupenda, calda, vogliosa come non mai .... e voleva anche sentire il mio corpo .
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    Mi sdraiai e la feci venire sopra di me: la sua splendida natura sulla mia bocca, la sua bocca sul mio membro duro e voglioso di lei. La mia scrittrice iniziò a leccarmelo, soffiandoci prima sopra, e
    gustandoselo dalla base in su, mentre io le presi per i fianchi ed iniziando a farla muovere sulla mia lingua che la penetrava .
    Si muoveva ora, gemendo, mentre le mie mani, da sotto, le carezzavano i seni scendendo verso il ventre, e scendendo ancora verso la parte dei suo corpo che stavo avidamente succhiando e leccando .... : tremava di piacere sentendosi carezzata con la lingua e con le mie dita contemporaneamente .
    Ora la sua bocca si muoveva sul mio membro, lo leccava, lo bagnava di saliva, facendomi sentire il contatto caldo con l'interno della sua bocca .
    Non ce la facevo più. la volevo, la volevo possedere ..... e delicatamente con le mani la guidai, facendole capire cosa volevo: si girò poggiando le mani sulle mie spalle, alzandosi sulle gambe, e
    ritornando giù sul mio membro che scomparì lentamente dentro di lei !!!
    Un caldo abbraccio avvolse il mio membro, come pure caldo fu l'abbraccio che ricevetti da lei che si abbassò contro di me poggiando il suo seno contro il mio petto, mentre il suo bacino iniziava la
    danza più bella del mondo .
    La afferrai da dietro sulle spalle, in modo da poterla forzare in giù su di me, in modo da poterle dare una spinta ogni volta che lei si muoveva verso di me : Fantastica e stupenda la sua reazione .. ci capivamo ... e lei godeva ancora di più ad ogni mia controspinta .
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    Ora non avevamo più freni, le nostre lingue si cercavano, la sua percorreva il mio collo, le mie mani tiravano delicatamente i suoi capezzoli facendola gemere ... e . lei mi cavalcava da seduta,
    bloccandomi le spalle e muovendo la testa indietro mettendo in mostra il suo seno statuario .
    Tenni duro dentro di lei, nonostante avessi voglia di inondarla con il mio piacere, attesi, attesi di sentire il mio membro stretto dalle sue contrazioni ......e poi ... quando la sentii ansimare e dire .....
    finalmente: ti voglio ..... la inondai con tutta la voglia che avevo per lei .
    Restammo abbracciati così, l'uno dentro l'altra .... per un tempo che mi parse interminabile ... forse dormimmo abbracciati .... o forse avevo dormito solo io e questo era stato il mio meraviglioso sogno???


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